mercoledì 14 maggio 2014
Microsoft recidiva - taglio di prezzo sacrificando Kinect


I rumors erano nell’aria da tempo, da mesi, ma apparivano, quantomeno al sottoscritto, come le più classiche speculazioni da calciomercato estivo tanto erano prontamente smentiti dalle alte sfere di Redmond: “Kinect è parte imprescindibile dell’esperienza Xbox One”, “Kinect non è inteso come accessorio opzionale, e questo gli sviluppatori lo sanno”.  E poi, ieri, l’annuncio ufficiale. Dal prossimo 9 Giugno Xbox One sarà venduta anche senza la sua “telecamera”, al prezzo ridotto di 399€, allineandosi così al listino della concorrente Sony. Ennesima bufala? No, la notizia è subito confermata da tutte le principali testate specializzate, poi ufficialmente dallo stesso Phil Spencer.
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giovedì 8 maggio 2014
Coprimi di soldi!




Qualche giorno fa ho cominciato a pensare intensamente. Le meningi fumavano come una ciminiera mentre fissavo con nemmeno tanto velata ottusità lo schermo della mia televisione. Pensavo al giocatore appena trovato in uno dei pacchetti della modalità FIFA Ultimate Team di FIFA 14 con un misto di felicità e schifo verso i soldi che sto spendendo per comprare delle figurine virtuali. Pensavo e contavo le centinaia di euro che si sono volatilizzati in pacchetti che spesso contengono solo della gran fuffa. E ho quindi pensato “siamo sicuri che FUT significhi FIFA Ultimate Team?”. Per citare il titolo dell’articolo, ho letteralmente “coperto di soldi” Electronic Arts comprando centinaia e centinaia di pacchetti, salvo trovare non più di una decina di giocatori degni di essere venduti per una cifra decente. E allora credo proprio che FUT sia l’acronimo di “Fotti Utenti Tonti”, che ho il piacere di chiamare Utonti. Ma quanti sono gli Utonti che mi fanno compagnia nello spendere amabilmente i propri soldi in figurine di calciatori virtuali? Beh, pare siano davvero un esercito! Le vendite digitali di FIFA hanno infatti generato oltre 145 milioni di dollari nei primi sei mesi del Fiscal Year 14. E pare ovvia una crescita nei mesi successivi e negli anni a venire, considerando che le vendite di FIFA 14 sono superiori a quelle della precedente edizione.




Ma da cosa deriva la stupidità della tribù degli Utonti? Quali sono le motivazioni che spingono gli amanti del calcio virtuale a foraggiare Electronic Arts con denaro frusciante, tra l’altro di gran lunga superiore a quello del mero acquisto del gioco? Le motivazioni sono a mio avviso molteplici: in primis c’è il “brivido” del gioco d’azzardo, perché i meccanismi sono gli stessi. Si apre un pacchetto e si aspetta di vedere se c’è qualcosa di buono dentro. Un po’ come quando si gratta con calma un gratta e vinci nella speranza di incappare in qualche vincita cospicua. Dall’altra parte c’è il desiderio di accaparrarsi i giocatori “IF”, cioè “In Form” che fanno parte del Team of the Week, rilasciato ogni mercoledì dal team di sviluppo del gioco. E poi le carte arancioni MOTM (Man of the Match) per le coppe o attualmente (nei pacchetti proprio in queste settimane) le super potenziate carte blu per i TOTS (Team of the Season) dei vari campionati.



C’è quindi la brama, la rincorsa al giocatore potenziato che da la possibilità di avere sul terreno di gioco qualcuno in grado di sovvertire in pochi secondi gli equilibri di una partita. E, nascosta nel profondo del cuore, una gran voglia di far vedere che si mette sul campo una squadra composta dalle stelle più brillanti del firmamento del calcio mondiale. Ma vale davvero la pena spendere centinaia di euro in figurine virtuali? La risposta è no, ma d’altronde l’ho detto, gli Utonti sono tanti ed i guadagni digitali di FIFA sono lì a dimostrarlo.


E quindi tutti a cantare… Coprimi di soldiiiiiiiiii.
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mercoledì 7 maggio 2014
Bella senz'anima (e pure inFAME)



Correva il lontano anno 1974 quando un Riccardo Cocciante in grande spolvero estraeva dal suo personale cilindro musicale "Bella senz'anima", canzone destinata a divenire il più popolare successo del cantautore italo-vietnamita (già, perché forse non molti lo sanno ma il buon Cocciante è nato a Saigon, città oggi conosciuta come Ho-Chi Minh). Nel brano, l'artista descriveva in maniera piuttosto chiara e di impatto i pochi attimi prima che un uomo ponesse fine alla relazione con la propria compagna, resosi conto della natura di implacabile seduttrice senza altre qualità "interiori" della donna.

Ora, è doveroso premettere come il sottoscritto non sia assolutamente un fan di Riccardo Cocciante. I miei gusti musicali sono (decisamente) altri. Eppure, per non so bene quale strano meccanismo neurale scaturito nel mio cervello ormai probabilmente ed irrimediabilmente fritto, è stata proprio questa canzone a balzarmi in mente quando qualcuno mi ha chiesto un rapido giudizio su inFAMOUS Second Son dopo averlo completato al 100% (una sola passata in versione eroe, si intende).

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martedì 1 aprile 2014
Nintendo, i platform e la bussola perduta



Di questi tempi, si sa, parlar male di Nintendo è un po' come sparare sulla Croce Rossa. Troppe sono le stupidaggini commerciali commesse dalla casa di Kyoto. Troppo il vantaggio sprecato sulla concorrenza. Troppo il suo immobilismo. Tutte cose dette e stradette, si diceva. Eppure, non riesco a fare a meno di rincarare la dose. Il motivo di tanto ardore? Proviamo a mettere in ordine le idee...

Premetto che dopo essere stato un supporter sfegatato della casa giapponese ai tempi del tanto bistrattato Nintendone 64, le mie convinzioni hanno iniziato a vacillare con le discutibili scelte dell'epoca GameCube, fino a crollare quasi del tutto durante l'era Wii, deluso da una console dalle caratteristiche tecniche francamente improponibili e da una Nintendo prostituitasi quasi totalmente all'evanescente moda dei casual game. Tuttavia, l'annuncio di Wii U (nome idiota della console a parte), ha riacceso dentro di me la flebile fiammella della speranza. Dopotutto, nonostante la discutibile decisione di scendere nuovamente sul campo di battaglia infischiandosene di un'inferiorità tecnologica palese rispetto alle future rivali (inferiorità per il momento meno marcata del previsto, verrebbe peraltro da dire...), questa volta le carte in regola per dare il classico colpo al cerchio (i casual) e uno alla botte (gli hardcore) sembravano esserci tutte. E invece...

E invece non ci siamo proprio. Come prevedibile, dopo l'iniziale infornata di conversioni a costo zero di titoli Xbox 360 e PlayStation 3, le terze parti hanno abbandonato in massa il claudicante carrozzone Nintendo, facendo gravare interamente sulle spalle della casa giapponese la responsabilità di portare al successo commerciale Wii U. Il problema è che la Nintendo di oggi non è assolutamente in grado di proporre al mercato quella varietà e qualità di titoli oggi più che mai necessaria per risalire la china.

Sì sì, lo so... sono cose già dette e stradette... Però sono incazzato nero, perché sembra evidente che, nonostante una situazione incancrenita a dir poco, le cose, nel breve periodo, non siano destinate assolutamente a cambiare.

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Per il potere di Grayskull – Nostalgia portami via


Un breve ma doveroso post in questo lunedì sera dove il finale di stagione di The Walking Dead e l’Inter la fanno da padroni... o quanto meno ci provano, visto che il primo Meh (meglio rivalutarlo a freddo domani) e il secondo Beh (soporifero sto secondo tempo - AGGIORNATO - beh, anche no alla fin fine). Vince il Grande Fratello quindi? No, per quanto mi riguarda vince un giovine (in quanto mio coetaneo) scrittore nonché blogger infaticabile che noi reduci di POL conoscemmo ai tempi della breve avventura della rivista PiùGiochiPS2, ovvero quell’Alessandro Apreda di Neo-Cosenza noto ai più come DocManatthan. Critico trasversale di tutto ciò che é sufficientemente Nerd (nella sua concezione pre-Giubileo), il Doc ha appena pubblicato il suo primo libro in edizione cartacea, uno scritto dedicato a mode e leggende degli anni in cui i quarantenni di oggi erano spensierati ragazzini, con tanto tempo per giocare a pallone, sfracellarsi con le BMX e leggersi Topolino durante i caricamenti del Commodore 64.

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mercoledì 26 marzo 2014
Quella cosa (brutta) chiamata daungreid



Non se ne può più. Cos’è questa mania che ha colpito forumers, pseudo-esperti e giocatori di tutto il mondo? Sta diventando la parola più abusata sul web nerdico, persino più di bimbominkia e nerfato. La parola incriminata è downgrade, che da ora in poi identificherò con l’appellativo di daungreid. La si legge un po’ ovunque da quando è stato rilasciato il video di annuncio della nuova data di uscita di Watch Dogs. Qui sotto trovate l’immagine comparativa che tanto si è diffusa sul web nelle ultime settimane.

Cosa si intende esattamente per daungreid? In ambito videoludico ci si riferisce con questo termine quando un titolo viene annunciato con un certo comparto tecnico e al momento dell’uscita ci si ritrova tra le mani un prodotto visivamente meno impattante rispetto alla prima demo mostrata. Un po’ come successo per quella monnezza di Aliens Colonial Marines. Siamo sicuri sia il giusto punto di vista per indicare il ridimensionamento o cambiamento in corsa di un progetto? Io non ne sono sicuro e vorrei spiegarne i motivi.

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venerdì 21 marzo 2014
Dead Rising 3 - 5 sì e 5 no



In ritardo rispetto alla dicitura "Day One Edition" riportata in copertina, ma pienamente in linea col mood di questo blog, finalmente ho trovato voglia e tempo di giocare il terzo capitolo della saga horror-satirica di Capcom. Dico voglia perché, nonostante il buon ricordo del primo DR sull'allora giovane 360, il secondo capitolo lo mollai definitivamente dopo alcuni più o meno seri tentativi: niente, non mi prendeva, già il suo breve prologo mi aveva più che saziato. A riconferma di ciò, inizialmente non ho ceduto nemmeno al richiamo da titolo di lancio next-gen di questo terzo capitolo. Neppure la demo, scaricata e mai eseguita. E quindi? E quindi il consiglio del buon Gianluca, nonché la sua abilità commerciale, ha colpito ancora. Ci sono cascato in pieno e, devo ammetterlo, meno male! Perché, pur non essendo un prodotto perfetto, è stato per me strumento di forte godimento ludico, soprattutto per i cinque motivi qui di seguito:

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martedì 4 marzo 2014
L'epoca delle seghe mentali

 Ultimamente gli appassionati di videogiochi (quantomeno quelli che "frequentano" assiduamente la rete) stanno entrando in un loop perverso. Più passa il tempo e più mi convinco di questa cosa. E' sufficiente fare un giro su qualsiasi forum specializzato (NeoGAF in primis), leggere i commenti che fanno seguito alla pubblicazione di una news, piuttosto che assistere ad una semplice conversazione tra appassionati per rendersi conto di questa cosa. A cosa alludo? Al fatto che ormai sembra che il fine ultimo del videogiocare, il divertirsi, sia diventato quasi "accessorio" alla discussione tecnica fine a sé stessa. All'uscita di ogni nuovo titolo orde di utente e fantomatici super esperti si prodigano in analisi tecniche sulla qualità del prodotto, sparando a zero sull'incapacità dello sviluppatore di turno nel proporre una qualità cosmetica all'altezza delle loro (insaziabili?) aspettative. Un'escalation di seghe mentali che si è ulteriormente accentuata con l'uscita sul mercato delle console di nuova generazione, con il resolution-gate a tener banco oramai in ogni dove. Certo, la qualità media piuttosto bassa dei primi titoli per Xbox One e PlayStation 4 non aiuta ad uscire da questo circolo vizioso, così come non aiutano recensori pronti a cavalcare quest'onda perversa concentrando buona parte dei loro scritti su fantomatiche pecche che rendono quasi oltraggioso il lavoro svolto dagli sviluppatori. Basta cercare informazioni sul recentissimo Thief per rendersi conto di come le analisi tecniche comparative tra le varie versioni la facciano da padrone sugli approfondimenti sulla qualità del gameplay stesso.
 
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