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martedì 11 agosto 2015
Estremismi videoludici


La Gamescom appena conclusa, al di là dello strepitoso successo in termini di presenze (ben 345.000 visitatori da 96 paesi), è balzata agli onori della cronaca per la decisione di Sony di non organizzare una sua press conference (che si terrà, invece, alla Paris Games Week del prossimo ottobre), lasciando, di fatto, campo mediatico libero a Microsoft. Il media briefing della casa di Redmond è stato privo di veri e propri "megaton" (tutto era pressoché già risaputo), ma è stato comunque piuttosto solido e convincente. Giochi molto importanti come Quantum Break, Crackdown 3 e Scalebound (che per motivi di tempo o scelte interne non erano stati mostrati allo scorso E3 di Los Angeles), hanno avuto ampio risalto, così come una nuova demo di Rise of the Tomb Raider e l’annuncio di Halo Wars 2. Insomma, chiunque avesse avuto dei dubbi sul fatto che Microsoft stesse facendo tutti gli sforzi per risollevare le sorti della propria console si è dovuto sicuramente ricredere, dato che tra fine 2015 e 2016 la line-up di Xbox One è sicuramente ricca di titoli esclusivi di elevata caratura. 
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venerdì 17 luglio 2015
Orrori estivi

In questa calda estate milanese, il mio videogiocare procede a tentoni, svogliato ed accaldato come un anziano esposto al sole durante le ore più calde (cit.). Dopo essermi entusiasmato come un bambino all’uscita di The Witcher 3 (salvo poi rendermi conto dell’impegno che era necessario profondere per fronteggiarne l’immensità), ho riposto con cura il titolo di CD Project Red nella lista dei “to do”, ripiegando su titoli sulla carta più adatti a fruizioni canicolari. La scelta è ricaduta su Wolfenstein: The Old Blood e su F1 2015. I due titoli, seppur appartenenti a generi completamente diversi tra loro, sono riusciti a fare comunella nell’accaparrarsi le mie afose bestemmie grazie ad alcune immani boiate che ne minano, a mio giudizio, la loro (buona) qualità complessiva. Ma andiamo con ordine…
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lunedì 13 luglio 2015
Semplicemente.. Grazie Iwata-san



Certo PlayOffLine non è un news-blog, e se a volte commentiamo notizie o annunci è per approfondirne alcuni aspetti piuttosto che per dovere di cronaca. Oggi però vogliamo fare un'eccezione per rendere omaggio a Satoru Iwata, il Presidente Nintendo scomparso in questi giorni, dopo una lunga, incurabile malattia. Per la sua biografia vi rimandiamo a Wikipedia e ai mille speciali che stanno proliferando in rete. Noi ci limitiamo a ringraziarlo per una vita dedicata fino all'ultimo ai videogiochi, a farci giocare e a giocare con e come tutti noi. 


"On my business card, I am a corporate president. In my mind, I am a game developer. But in my heart, I am a gamer". Questo era Iwata, business-man geniale, creativo di grande talento, vero amante del media videoludico. E uomo che ci ha sempre messo la faccia, pur nel suo simpatico, impacciato Inglese. 



Grazie Iwata-san, grazie. E stasera si gioca a Ballon-fight su NES.
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venerdì 3 luglio 2015
Il mio E3 (a bocce ferme)


Sono passate due settimane, anche se a me sembrano due mesi. L’E3 è un frullatore, ti drena le energie e sembra quasi di aver vissuto un mese in soli quattro giorni. Qualcuno dirà invece che sono già passate due settimane e che quindi non ha più senso parlare ancora della fiera losangelina. Io però ho dovuto metabolizzare la stanchezza, il viaggio, riordinare le idee e cercare di capire cosa mi ha lasciato questo E3 2015. Cosa mi ha lasciato da videogiocatore ovviamente. Mi sento quindi di fare un’analisi a ragionamenti fatti, a bocce ferme. Quali bocce? Di certo non quelle delle avvenenti standiste....
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domenica 17 maggio 2015
Scelte illusorie?


Tra meno di 48 ore uscirà sul mercato uno dei titoli più attesi dagli appassionati negli ultimi anni. Sto parlando ovviamente di quel The Witcher 3: Wild Hunt che promette meraviglie da tutti punti di vista, non ultimo quello della narrazione, aspetto che ha da sempre contraddistinto positivamente la serie CD Project RED. Gli sviluppatori polacchi hanno ancora una volta posto molta enfasi sulla libertà concessa al videogiocatore, che nel terzo episodio della serie potrà, secondo quanto dichiarato, influenzare ancor di più con le proprie scelte il dipanarsi della storia. Questa presunta libertà decisionale, per ovvie ragioni ancora tutta da constatare nel titolo appena citato, è da sempre uno dei proclami più altisonanti di coloro che puntano forte su una narrazione ad effetto.
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giovedì 7 maggio 2015
Back to the future


Come ormai avrete capito, sto diventando un fermo sostenitore del gioco indie da sgranocchiare nelle (poche) ore libere. Ma non solo. Giocando a Wolfenstein: The New Order, recuperato con solo (!?) un anno di ritardo, mi sono reso conto che certe tipologie di giochi non esistono più. The New Order è una sorta di ultimo baluardo del videogioco vecchio stile. Dura 15-20 ore, non c’è traccia di multiplayer, è vario, impegnativo e longevo al punto giusto. Ma è concettualmente vecchio. Dopo, appunto, una ventina di ore, si ripone sullo scaffale, vero o digitale, e non lo si tocca più. Questo è un male? Per me no. Ma nell’attuale mercato dei videogiochi, dove si punta sempre più nell’evitare che l’utente riporti il gioco da GameStop nel giro di una settimana, rappresenta un esempio più unico che raro. Oltre a Wolfenstein, mi viene in mente solo The Order 1886, criticato proprio per la scarsa durata, la linearità e le troppe sequenze non interattive. E infatti centinaia di copie giacciono ora sugli scaffali dei numerosi punti vendita GameStop sparsi per il territorio italico.
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mercoledì 6 maggio 2015
Ansia da prestazioni


La parola “backlog” rappresenta ormai una costante della mia vita videoludica. Non bastassero le pile di giochi acquistati in preda alla classica sindrome da acquisto compulsivo di cui ho già avuto modo di parlare su queste stesse pagine, ad affollare cassetti e scaffali di casa mia contribuiscono con forza anche pigne di riviste non lette. Si tratta di una decina di numeri arretrati delle due pubblicazioni inglesi a cui sono abbonato ormai da circa dieci anni, quelle Edgegames™ che con i loro speciali e ed approfondimenti rappresentano l’ultimo flebile ma autorevole baluardo che resta alla carta stampata per non soccombere completamente all’online. Bene, proprio ieri sera leggendo un numero del 2014 di Edge mi sono imbattuto in un’interessante articolo riguardante la pubblicazione di The Last of Us Remastered per PS4, nel quale Neil Druckmann, creative director del titolo Naughty Dog, descriveva come il processo di conversione PS3 -> PS4 si fosse in realtà rivelato ben più complesso di quanto era stato preventivato e di quanto la gente possa essere portata a credere. 

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domenica 26 aprile 2015
Ma che Konami stai facendo??


Oggi piove, governo ladro. Ma va bene, ieri ho fatto serata ed il cielo grigio qui fuori rende l’idea divanata pomeridiana molto allettante. C’è pure il derby da vedere. Succedere però che, dopo 20 anni, il Toro torna a vincere la stracittadina, intristendo il mio cuore gobbo. Ma va bene così, #CiPuòStare, abbiamo perso solo un punto sulla Lazio, una giornata in meno alla fine, scudetto già in tasca. I commenti sui forum bianconeri concordano, non c’è molto altro da dire ed è presto per inchiodare la cassa Champions. Leggiamoci un po’ di news videogiocose va, che almeno lì di brutte notizie non ce n........ !!
Eh no eh!!!! Ditemi che state tutti scherzando, forza. OK mi avete fatto uno scherzo, ben congegnato bravi. Ma adesso seri dai. Dai. Ah, eravate già seri?
Ma por-BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEP!
Silent Hills cancellato?!?!?!?!?!? Quel Silent Hills con la super S finale annunciato con il teaser giocabile più terrificante della storia del videogioco? Quel nuovo capito firmato da Kojima e Del Toro? Sì, proprio lui.
Prima questa mattina l’annuncio del ritiro di P.T. dal PSN, il prossimo mercoledì 29 Aprile. Scaricatelo se non l’avete mai fatto o se l’avete rimosso per far spazio. Potrebbe davvero essere l’ultima occasione, e la vostra PS4 potrebbe essere preziosa custode dell’esperimento di marketing più geniale della storia dell’industria consolara. Se non ricordate il perché, potete leggervi questo post dello scorso Agosto. Comunque, meriti o non meriti, non cambia nulla: rimosso. Notizia di suo già preoccupante, ma mille volte di più se combinata, ovviamente, a tutta la telenovela relativa al divorzio Konami-Kojima. Ci hanno confermato che il muovo Metal Gear Solid V uscirà, abbiamo una data, una special edition già prenotata dal 75% della redazione. Però nessun annuncio ufficiale riguardo SIlent Hills. Silenzio totale fino ad oggi, con P.T. depennato in tutta fretta come se fosse una scomoda vergogna. Poi, la pugnalata finale.

Silent Hills "is not gonna happen”. Che, se non vuol dire necessariamente cancellato, quanto meno riassegnato ad altri. Alle teorie dell’Hideo trolleggiante non posso credere, troppo machiavelliche e non adeguate ad un’azienda quotata a Wall Street. Mi aspetto comunicato ufficiale da quel di Tokyo non oltre domani, ma davvero vorrei entrare nelle teste del management Konami per capire quali siano le strategie per l’immediato futuro. Certo è che, da amante della serie, oggi il mio morale videoludico è crollato. Quello sportivo pure. Ed ora mi sento pure meteoropatico. Giornata di merda.
- SEGUONO AGGIRONAMENTI NEI COMMENTI QUI SOTTO -
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giovedì 23 aprile 2015
Sorry, I'm late. Again...


Tra circa un mese e mezzo ci troveremo tutti a commentare quanto mostrato dalle software house durante l’E3, fantasticando sui vari titoli in uscita nei mesi successivi. Un copione che si ripete ormai da diversi anni e che rappresenta sicuramente uno dei momenti cardine dell’annata videoludica. Proprio in questi giorni mi sono trovato a ripensare a quanto accaduto durante la kermesse losangelina dello scorso anno, ai titoli mostrati e alle aspettative verso un 2015 che sulla carta sembrava avere tutte le carte in regola per essere uno dei migliori anni della storia. L’utilizzo del tempo verbale passato non è casuale, perché buona parte delle frecce più appuntite presenti nella faretra dell’anno in corso sono improvvisamente sparite, vittime di glaciali comunicati stampa accomunati da tre parole: delayed to 2016.
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venerdì 10 aprile 2015
Quegli schiaffoni educativi di una volta... Bloodborne

Sono un novellino. Quattro decadi alle spalle, di cui 3 abbondanti trascorse col pad in mano, eppure sono ancora un videogiocatore novizio. Non lo sapevo fino ad una decina di giorni fa. Ho giocato e finito di tutto nella mia “carriera”, dai platform agli action, passando per strategici, puzzle e GDR. Centinaia e centinaia di titoli e titoloni. Certo ho incontrato delle difficoltà nel portare a termine giochi del calibro, a livello di sfida oltre che di qualità, di Ultimate Ghosts’n Goblins e Ninja Gaiden (giusto per citarne un paio di vecchia data) oppure per “millarne” o, meglio, “trestellarne” alcuni made by Nintendo. E’ innegabile che il trend recente abbia visto abbassarsi l’asticella della difficoltà della maggior parte dei videogiochi, riservando quel tipo di sfida scomunicante alle modalità “new game plus” oppure al gioco competitivo in multiplayer, ma mi ritenevo un giocatore esperto, di quelli magari non più ultra-reattivi (ahimè) ma capace di compensare con l’esperienza. Bene, mi sbagliavo.
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venerdì 3 aprile 2015
Il gioco della bottiglia


Mentre guardavo in differita l’ultimo Nintendo Direct, ho pensato a come sia cambiata la condizione del colosso di Kyoto nel giro di pochi anni: da tutti la vogliono a nessuno se la piglia. Un po’ come nel gioco della bottiglia (e come non ricordare Tapparella), dove rischi di non essere mai scelto o di dover baciare quella brutta della compagnia. La situazione è un po’ quella, nonostante i tentativi di dare in pasto qualcosa di nuovo all’affamata utenza Wii U. Tipo con le figurine “celo, celo, manca”, ma qui è “manca, manca, manca”. Metroid è missing in action, atteso come il nuovo Messia dai fan Nintendo ma a questo punto destinato a non arrivare su Wii U, Mario è arrivato ma in una versione decisamente più blanda rispetto alle due meraviglie per Wii (intendo i due Super Mario Galaxy), Zelda… è finito al 2016. Su quale console? Wii U o NX? Buona domanda. Eppure, in mezzo a decine di pupazzetti, ci sono diversi titoli degni di nota...
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mercoledì 11 marzo 2015
Il tempo è denaro. O forse no...


The Order: 1886 è sicuramente un prodotto controverso. Presentato da Sony come la prima vera esclusiva tripla A per PlayStation 4, il titolo sviluppato da Ready At Dawn nel momento in cui scrivo si assesta su una valutazione Metacritic pari a 65. Di sicuro non un bel biglietto da visita… Sul titolo di casa Sony si sono scagliate le critiche non solo della stampa specializzata, ma anche degli utenti, contrariati da un gameplay eccessivamente teleguidato e da una durata complessiva dell’esperienza di gioco giudicata insoddisfacente (anche in virtù dell’assenza del mulitplayer online). Ad onor del vero, a fare da contraltare a questi giudizi negativi, si sono levate anche le voci di giocatori che, stanchi di titoli open world iper vasti che per essere completati richiedono oltre 20 ore di gioco, hanno in qualche modo finito per gradire il gameplay per certi versi anacronistico di The Order.
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sabato 28 febbraio 2015
Periodi di stanca


La mia lunga “carriera” da videogiocatore, cominciata circa 30 anni or sono con il mitico Commodore 64, è stata sempre caratterizzata da una certa continuità. Si tratta, insomma, di un rapporto di amore piuttosto duraturo, raramente inficiato da tradimenti che ne abbiano minato le basi in profondità. Tuttavia, come è forse naturale che accada in tutti i rapporti che si protraggono per lunghi periodi, ci sono state e ci sono ancora delle fasi che non mi spingerei a definire di stanca, ma mi limiterei a definire interlocutorie, quasi come di tanto in tanto avessi bisogno di rifiatare, di ridare ossigeno alla fiamma. In quest’ultimo periodo (diciamo da poco prima di Natale in poi) sto attraversando proprio una di queste fasi.
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domenica 22 febbraio 2015
Oculus Rift: 10 mesi dopo



Premessa: l'articolo contiene diversi link a video che consentono di comprendere meglio la natura di alcune esperienze descritte.

Nell’aprile del 2014, insieme alla redazione di Gaming Effect, decidemmo di dedicare una puntata del podcast al prepotente ritorno sulle scene della realtà virtuale. L’acquisizione di Oculus VR ad opera di Facebook e l’annuncio del mirabolante Project Morpheus da parte di Sony (a proposito, che fine ha fatto?) costituirono conferma del ritrovato interesse dell’industria hi-tech verso una forma di interazione che, dopo gli avveniristici (e a tratti goffi) tentativi dei primi anni ’90, sembrava essere finita nel più polveroso dei dimenticatoi. Così, complice anche la disponibilità del primo Development Kit di Oculus Rift, cogliemmo l’occasione per provare sul campo le prime demo sviluppate per il visore ideato da Palmer Luckey.
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mercoledì 4 febbraio 2015
Pixel Art? No, thank you!


L'avvicinarsi di un nuovo mese coincide ormai puntualmente con l'annuncio dei nuovi titoli gratuiti che faranno parte dell'Instant Game Collection di PlayStation e della selezione di Games with Gold di Xbox. Gli abbonati ai due servizi premium di Microsoft e Sony hanno ormai imparato ad incrociare le dita durante gli ultimi giorni del mese, sperando che tra i giochi free del mese successivo ci sia proprio quel titolo di particolare interesse che si stava aspettando. È recente consuetudine che su console next-gen (ma non solo) buona parte dei giochi inclusi nell'offerta siano titoli indie (argomento di cui abbiamo abbondantemente parlato anche in una recente puntata del podcast Gaming Effect). Non è certo mia intenzione criticare questa scelta (tutt'altro).

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mercoledì 21 gennaio 2015
Sindrome da acquisto compulsivo



L'altro giorno sono stato inaspettatamente preso dalla nostalgia canaglia. No, tranquilli… Al Bano e Romina non c'entrano. Semplicemente, facendo ordine tra le numerose riviste di videogiochi che conservo, mi sono imbattuto nel numero 89 di Retro Gamer, ottima rivista inglese della quale acquisto di tanto in tanto qualche numero quando sono particolarmente interessato agli argomenti trattati. In quell'aprile del 2011, ad attirarmi fu uno dei numerosi speciali dedicati al Commodore 64, con tanto di listone dei titoli che ogni appassionato del glorioso personal computer color cachi dovrebbe ricordare o quantomeno conoscere.
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venerdì 16 gennaio 2015
Sussulti nintendiani di inizio anno


Si suol dire che chi ben comincia è a metà dell’opera. Ma si dice anche che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio. Quindi non si sa con certezza se il sussulto (o forse più un singulto) di Nintendo sia di buon auspicio per il resto del 2015. L’unica cosa certa è che l’anno appena terminato si è rivelato come uno dei più desolanti di sempre per l’azienda con base a Kyoto, in modo particolare guardando le (scarse) vendite di Wii U. Le motivazioni sono sempre le stesse, dal mancato supporto delle terze parti alla non esaltante potenza della console stessa, elemento che rende difficile il porting di titoli nati su Xbox One e PlayStation 4. Mettiamoci poi le difficoltà intrinseche di Nintendo di regolarizzare il flusso delle uscite e la frittata è fatta. Sì, perché al di là di titoli importanti e di successo come Mario Kart 8, Super Smash Bros. e Bayonetta 2, nel 2014 è rimasto impresso ben poco nella memoria degli acquirenti della console.
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venerdì 9 gennaio 2015
Tanto rumore per nulla?


Gli echi del pesante attacco informatico che ha messo K.O. Xbox Live e PlayStation Network durante le festività natalizie non si sono ancora spenti. Il popolo di internet, videogiocante o meno poco importa, continua a porsi grossi interrogativi su quello che è accaduto. C'è chi si domanda dove sia finita quella sorta di "etica" che gli hacker si sono sempre vantati di possedere. C'è chi si comincia a convincere che dietro a tutto questo si nasconda solo una bizzarra idea di business. C'è chi riporta le notizie dei primi arresti ai danni di questi criminali (perché di questo si tratta) e chi, molto più semplicemente, continua legittimamente a domandarsi in quali (cattive) mani si trovino i nostri poveri dati personali...

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sabato 27 dicembre 2014
Il migliore anno della nostra vita


Non sono un sorcino, state tranquilli. Però mi è partita in loop una famosa canzone di Renato Zero non appena ho dato uno sguardo alla lista dei titoli previsti in uscita nel 2015. A pensarci sento quasi scorrere un brivido lungo la schiena, perché corro il rischio di chiudermi in casa a fare le nottate nella speranza di poter stare dietro a tutti i videogiochi che ritengo degni di attenzione e da inserire insindacabilmente all’interno del mio sempre più inquietante backlog. Sono anche mediamente rassegnato a sguardi di compassione da parte della mia dolce metà, ormai vaccinata alla mia passione da disagiato, ma probabilmente non pronta ad assorbire l’arrivo di un numero così corposo di nuovi titoli da smaltire.
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martedì 23 dicembre 2014
PEGI, questo sconosciuto….



Ci risiamo. Dalla stampa generalista, questa volta nostrana, arriva l’ennesima ondata di @@@.. ok diciamo moralizzante contro la violenza nei videogiochi. Per fortuna questa volta non c’è stato alcun fatto di cronaca nera a scatenare il dibattito, ma la semplice esperienza di un genitore “poco informato”, per utilizzare un eufemismo, alle prese con l’acquisto di un regalo per il figlio undicenne. Entriamo nel dettaglio.

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